Quanto è importante l’identità di un’azienda? Non meno dell’identità di una persona.

Ci capita spesso di incrociare nella nostra vita persone che ci paiono determinate, affascinanti, competenti, ispirazionali, coinvolgenti. E generalmente ne rimaniamo colpiti. Ci rimangono nella mente, diventano in un certo senso parte di noi, del nostro immaginario collettivo.

Queste persone hanno un carattere deciso, un’identità coerente e forte.

La stessa cosa capita con le aziende. Ugualmente ci rimangono nella mente quelle aziende che hanno catturato la nostra attenzione per una carattere differenziante, unico. 

A quanti imprenditori capita di non ottenere i risultati sperati? Ci si dedica anima, cuore, cervello e investimenti in attività che non portano la crescita che ci si aspettava. Notti passate a ragionare su che post sponsorizzare, a quale fiera partecipare, come far produrre di più alle risorse dell’azienda, cosa fatturare e a chi per raggiungere quel target prefissato. Ma c’è anche chi ha le idee molto chiare, che gestisce un’azienda in serena espansione che però sente un prurito interiore che non lo lascia tranquillo.
Tutto questo ha a che fare con l’identità.

L’identità racconta chi siamo, cosa facciamo, in che modo, e dove stiamo andando. E’ importante che ci sia chiarezza e coerenza in questi semplici punti per poter essere forti e incisivi.

Ed è fondamentale che questa chiarezza sia raccontata agli altri.

Nel caso delle persone, questo racconto avviene in ogni stretta di mano, in ogni sguardo, in ogni movimento che facciamo nel mondo. Nel caso delle aziende il racconto avviene tramite la comunicazione, il brand, le persone che lavorano all’interno della nostra impresa.

L’identità, di cui si parla davvero troppo poco, ha anche a che vedere con quello che io chiamo essere al proprio posto. Quando sto al mio posto mi sento coerente con me stessa e vengo riconosciuta per quello che sono. Svolgo i ruoli che mi sono stati imposti dal lavoro, dalla società o dalle relazioni.

Io, Dànila, sono al mio posto quando sono Manager e mi occupo dei miei compiti senza cercare di fare cose che non mi competono. Sono al mio posto quando sono fidanzata e mi prendo cura della mia relazione senza prendere ruoli che non sono miei (fare da mamma o da figlia del mio compagno ad esempio). Sono al mio posto quando gli amici hanno bisogno di me per un problema, per una serata in compagnia, ma non quando infilo il naso in situazioni che sono fuori dal mio controllo (tra moglie e marito…). Quando sono al mio posto e quindi quando rispetto la mia identità di ruolo, sto bene, sono centrata e sono consapevole di cosa mi sta succedendo dentro e intorno.

Con le aziende capita esattamente la stessa cosa.

E’ importante che l’azienda sia sempre centrata su se stessa e consapevole della propria posizione. Nel momento in cui è coerente dentro e fuori è forte sul mercato, i lavoratori sono in armonia ed efficaci nel loro operato, le finanze sono floride, le relazioni proliferano.

L’azienda consapevole del proprio posto è un’azienda consapevole della propria identità. Quando un’azienda ha dei problemi interni (collaboratori, prodotti, costi) o esterni (vendite, posizionamento, reputazione) è bene che si domandi: chi sono io? Qual è il mio posto nel mercato?

Anche se non è così immediato il collegamento, gli ambiti aziendali che afferiscono all’identità sono molte:

BRAND
La proposta unica di valore (o proposta unica di vendita)
Il posizionamento
La concorrenza
La propria storia

MARKETING
I margini di ricavo
Il target di riferimento
Il mercato e le sue opportunità
Le quote di mercato
Le possibilità di crescita
Il time to market

PEOPLE
Le risorse umane
Valori interni condivisi
Le soft skill (armonia, affiatamento, fiducia, produttività)

E’ facile capire la connessione ma non è sempre così immediato. Non siamo sempre così ‘illuminati’.

In genere capita che l’imprenditore si improvvisi come tale.
E’ un’Impresa, in fondo.
L’azienda (magari di famiglia) ci è arrivata tra le mani e abbiamo imparato a gestirla giorno per giorno, come capitava, apprendendo dagli errori (non sempre 😉 e spesso con grandi difficoltà. Proprio perché non si ‘nasce imparati’, essere imprenditori è un’aspirazione, una sfida, un talento. Non sempre ci si rende conto del proprio ruolo all’interno di un universo di persone o di altre aziende. Più spesso ci si preoccupa del fatturato delle tasse, della politica. Ma questa è un’altra storia.

A volte nascono imprenditori che sono naturalmente ispirati, naturalmente connessi con la propria missione, naturalmente dei leader. E quando questo capita, quando l’identità dell’imprenditore è allineata al ruolo dell’imprenditore, si vede. Pensiamo ad Adriano Olivetti, Ricardo Semler o Steve Jobs. Sono tutte persone che sono riuscite ad instillare alla propria azienda un’impronta memorabile.

La buona notizia è che possono farlo tutti, basta iniziare a lavorare su di sé in quanto persona e in quanto azienda.

Molte sono le realtà che hanno un ufficio marketing e comunicazione, molti sono gli uffici che lavorano in sinergia e armonia, molte sono le aziende che hanno successo e che sono destinate a crescere.

Ma c’è sempre margine di miglioramento. Allenare la consapevolezza ed essere allerta rispetto al proprio posto, è un lavoro costante e necessario.

Fermatevi anche voi un attimo a riflettere su quelle semplici domande che abbiamo visto prima: chi siete, cosa fate, in che modo, e dove state andando. Cercate di evitare le solite risposte che vi date ogni volta. Cercate quella zona fuori dal vostro confort che magari vi spaventa un po’, cercate quella voce che sotto sotto vi parla sempre e che magari è proprio la fonte della vostra ispirazione imprenditoriale.

Fate un bel respiro profondo e prendetevi del tempo per crescere. Come persone. Come imprese.

Dànila
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